Cretto Burri Gibellina

 

Gli ultimi due terremoti del 1997 e 2017 hanno visto impiegate somme ingenti per la ricostruzione, l’adeguamento e miglioramento sismico degli edifici. Penso che sia stata un’occasione perduta, perché le modalità adottate per la ricostruzione e in parte anche per gli interventi di adeguamento sismico, fatta eccezione per gli edifici storici vincolati dalla Soprintendenza, hanno visto la ricostruzione di edifici che scimmiottano il passato sovente assimilabili a falsi storici.  Poteva essere l’occasione per puntare su una riqualificazione architettonica del territorio utilizzando linguaggi estetici moderni sposate con le nuove tecnologie costruttive che poteva dar vita ad un laboratorio in cui potevano confrontarsi differenti interpretazioni dell’architettura legate a quello che si chiama lo spirito dei luoghi (Genius loci). Era l’occasione di poter dare un valore aggiunto al territorio che poteva anche essere una spinta anche per il turismo.

In passato alcuni interventi post terremoto hanno visto la ricostruzione di interi paesi con linguaggio moderno risultando però un fallimento, perché estranei allo spirito dei luoghi. È il caso, ad esempio, della ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto che ha interessato la valle del Belice (1968). Il paese di Gibellina fu ricostruito (Nuova Gibellina) un po' più a valle dell’insediamento originario con interventi di architetti rinomati come Gregotti, Samonà e Accardi. Interventi interessanti dal punto di vista della qualità architettonica, ma che non sono stati in grado di rispettare e far rivivere lo spirto del paese configurandosi come una sorta di corpi estranei. L’intervento invece di Burri noto come il Cretto di Burri, fu un intervento molto apprezzato e assolutamente originale finalizzato esclusivamente a mantenere la memoria del Gibellina, realizzando dei sarcofagi in cemento dove sorgevano gli edifici inglobandone le macerie, lasciando così una traccia della memoria degli edifici stessi, delle strade e delle piazze esattamente dove un tempo sorgevano, un intervento volto esclusivamente a non cancellare il passato, ben diverso per finalità e scopi alla ricostruzione di cui si accennava prima, ma meritevole di apprezzamento e di essere visitato.